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Arte e antiquariato: le notizie della settimana 29 giugno-5 luglio 2026

    Ogni tanto il mercato fa una cosa che non ti aspetti.

    Il 1° luglio da Sotheby’s a Londra è passato all’asta un bronzo neoclassico del Laocoonte: stima 2-3 milioni di sterline, prezzo finale 13,6 milioni.

    Sette volte la stima, nuovo record mondiale per la scultura neoclassica, quattro offerenti, vinto da un collezionista che non aveva mai partecipato a un’asta Old Masters prima d’ora.

    Il mercato, quando vuole, sa ancora sorprendere.

    Il Laocoonte da 13,6 milioni: quando una ‘copia’ diventa un capolavoro

    Il gruppo del Laocoonte è uno dei soggetti più celebri dell’arte antica: il sacerdote troiano e i suoi figli avvolti dai serpenti, scoperto a Roma nel 1506 e subito riconosciuto come uno dei vertici della scultura greco-romana.

    Nei secoli successivi è stato copiato, reinterpretato, tradotto in ogni materiale possibile.

    L’Hamilton Laocoön è qualcosa di più: un bronzo monumentale di quasi due metri e mezzo di altezza, fuso a Parigi nel 1817 dallo scultore Auguste-Jean Marie Carbonneaux, uno dei soli quattro esemplari a grandezza naturale conosciuti.

    Fu commissionato dal collezionista britannico George Watson Taylor, passò nelle mani di William Beckford nel 1821, poi ai duchi di Hamilton, dove rimase per generazioni.

    Il 1° luglio da Sotheby’s Londra, in un’asta di Old Masters, quattro offerenti se lo sono conteso per oltre venti minuti.

    Ha vinto un acquirente nuovo al mercato dei maestri antichi.

    Prezzo finale: 13,6 milioni di sterline, circa 18 milioni di dollari.

    Il record precedente per la scultura neoclassica era di poco superiore ai 4 milioni.

    La notizia non è solo il prezzo, straordinario quanto inatteso.

    È che un oggetto di questa natura, una scultura neoclassica di provenienza aristocratica inglese, abbia trovato un compratore nuovo, uno che non aveva mai guardato in quella direzione prima.

    Significa che ci sono capitali freschi che entrano nel mercato degli Old Masters da segmenti del collezionismo che finora si muovevano altrove.

    Old Masters a Londra: Sotheby’s vola, Christie’s fatica

    La settimana delle aste di Old Masters a Londra ha raccontato una storia di due mercati molto diversi.

    Sotheby’s, galvanizzata dal Laocoonte, ha chiuso la sua sessione con risultati sopra le aspettative.

    Christie’s, dall’altra parte, ha trovato più resistenza: meno lotti venduti, più invenduti, segnale che la domanda per i vecchi maestri non è uniforme.

    Il mercato degli Old Masters è da anni il segmento più selettivo del mercato dell’arte.

    Funziona su binari precisi: provenienza documentata, attribuzione solida, storia espositiva tracciabile.

    Quando tutte e tre le condizioni sono presenti, il prezzo può sorprendere, come ha dimostrato il Laocoonte.

    Quando manca anche solo una di queste componenti, il lotto può restare senza compratori anche con una stima bassa.

    Per chi possiede oggetti antichi e sta pensando di venderli, questo è il momento giusto per una valutazione seria, non per affidarsi a stime veloci.

    La Visitazione di Raffaello torna all’Aquila dopo 400 anni

    Dal 27 giugno al 27 settembre 2026, il Castello cinquecentesco dell’Aquila ospita una delle mostre più significative dell’anno in Italia.

    Si chiama ‘La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’, ed è costruita attorno a un prestito eccezionale: la Visitazione dipinta da Raffaello tra il 1518 e il 1519 è tornata a L’Aquila per la prima volta in oltre quattrocento anni.

    L’opera fu commissionata dall’aquilano Giovanni Battista Branconio, amico e mecenate di Raffaello, per la cappella di famiglia nella chiesa di San Silvestro all’Aquila.

    Lì rimase per più di un secolo, poi fu trasferita in Spagna, dove entrò nelle collezioni reali e alla fine nel Museo del Prado di Madrid, dove si trova tutt’oggi.

    Il Prado l’ha concessa in prestito al Museo Nazionale d’Abruzzo per questa occasione, nell’ambito del programma culturale di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

    La mostra, curata da Tom Henry e Federica Zalabra, mette la Visitazione di Raffaello in dialogo con la celebre Visitazione di Pontormo, opera del 1528-1530 di proprietà della Diocesi di Pistoia.

    Due interpretazioni dello stesso soggetto, due artisti dello stesso tempo, due modi radicalmente diversi di guardare al corpo, alla luce, all’emozione.

    Il costo dell’operazione è stato di 900.000 euro.

    Vale la pena.

    In arrivo: Ana Mendieta alla Tate e Brâncuși in chiusura a Roma

    Ana Mendieta alla Tate Modern (15 luglio – 17 gennaio 2027)

    Il 15 luglio la Tate Modern apre la prima grande retrospettiva britannica in oltre dieci anni dedicata ad Ana Mendieta, artista cubano-americana scomparsa nel 1985.

    La mostra presenta un’ampia selezione della sua produzione: i film appena rimasterizzati, le prime pitture, le sculture tarde, e le opere che documentano le sue performance sul corpo e sulla violenza.

    Per chi è a Londra in estate, è uno degli appuntamenti da non rimandare.

    Constantin Brâncuși ai Mercati di Traiano (fino al 19 luglio, Roma)

    Ancora pochi giorni per vedere ‘Le origini dell’Infinito’, la mostra che celebra i 150 anni dalla nascita di Constantin Brâncuși ai Mercati di Traiano di Roma.

    Un percorso che rilegge il padre della scultura moderna dalle sue radici: la tradizione artigianale dell’Oltenia rumena e il dialogo con la scultura antica romana.

    Chiude il 19 luglio.

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