C’è una sala nel Louvre che il 22 luglio ha riaperto i battenti dopo nove mesi.
È completamente vuota.
La Galleria di Apollo, una delle stanze più celebrate della storia museale, con il soffitto affrescato da Charles Le Brun e il ‘Trionfo di Apollo’ di Eugène Delacroix, era stata chiusa in ottobre dopo uno dei furti più clamorosi degli ultimi decenni.
Otto gioielli della Corona francese spariti in una notte.
La decisione del nuovo direttore Christophe Leribault di riaprire la sala senza oggetti, valorizzando solo l’architettura e le decorazioni, divide critici e visitatori.
Ma è la notizia della settimana, e merita essere raccontata per bene.
Il Louvre riapre la Galleria di Apollo: la sala più famosa senza i suoi gioielli
Nell’ottobre 2025, una banda entra nel Louvre e porta via otto pezzi della collezione dei gioielli della Corona francese.
Tra i pezzi rubati, la tiara della Principessa Eugenia, uno degli oggetti più iconici del museo, ritrovata in seguito su una strada di Parigi, danneggiata.
Per nove mesi la Galleria di Apollo resta chiusa, mentre le indagini procedono e il museo valuta cosa fare.
Il 22 luglio 2026, la risposta del nuovo direttore Christophe Leribault: la sala riapre, ma senza teche, senza gioielli, senza oggetti.
Solo le pareti dorate, il soffitto monumentale, le pitture di Le Brun e Delacroix.
‘I gioielli recuperati saranno spostati in una nuova sala blindata’ ha dichiarato Leribault, ‘ma dobbiamo ancora trovare la posizione ideale e i finanziamenti.’
La scelta fa discutere.
C’è chi la legge come una resa mascherata da dichiarazione estetica.
C’è chi invece la apprezza come una mossa che restituisce alla sala la sua identità architettonica, troppo spesso schiacciata dalla presenza degli oggetti preziosi.
In ogni caso, è una storia che racconta qualcosa di importante: i furti nei musei non sono solo un danno materiale.
Cambiano il modo in cui un luogo viene vissuto, e le scelte che chi lo gestisce deve prendere.
Tiziano nel Cadore e Ercolano a Roma: le inaugurazioni della settimana
Il 20 luglio apre a Pieve di Cadore la mostra ‘Tiziano e il Paesaggio’, al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore.
È il paese natale di Tiziano, e la mostra celebra i 450 anni dalla sua morte con tre dipinti in prestito eccezionale: dai Musei Capitolini, dall’Accademia Carrara di Bergamo e dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
Il percorso racconta come Tiziano abbia trasformato il paesaggio da sfondo a protagonista nella pittura veneziana ed europea, con un corpus di trenta disegni e xilografie del periodo e opere di Dürer, Rembrandt, Cranach, Watteau.
La mostra è aperta fino al 18 ottobre 2026.
Due giorni dopo, il 22 luglio, Castel Sant’Angelo a Roma inaugura ‘Ercolano. L’arte di vivere’: settanta reperti dai depositi del Parco Archeologico di Ercolano, in larga parte mai esposti al pubblico.
Pane carbonizzato dall’eruzione del 79 d.C., stoviglie, arredi, utensili: oggetti che raccontano la vita quotidiana di una città fermata in un istante.
Il percorso è articolato in sette sezioni, con installazioni immersive che affiancano i reperti.
Anche questa aperta fino al 18 ottobre.
Due mostre diverse, stesso filo conduttore: il rapporto tra tempo, luogo e oggetti.
Che sia un dipinto di Tiziano o un piatto di duemila anni fa, la domanda è sempre la stessa: cosa ci dice questo oggetto di chi lo ha fatto, e di chi lo guardava?
In arrivo: settembre riapre la stagione delle aste
L’alta estate segna la pausa fieristica e delle grandi aste internazionali.
A settembre riprendono i cicli di vendita di Christie’s, Sotheby’s e Phillips a Londra e New York, con i cataloghi autunnali attesi a fine agosto.
In autunno è previsto anche Art Basel Paris (ottobre 2026), tra i principali appuntamenti internazionali per il mercato dell’arte moderna e contemporanea.
Per chi opera nel mercato italiano, settembre è anche il mese in cui riprende il calendario delle perizie e delle consulenze dopo la pausa estiva.
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