C’è un mestiere a Venezia che esiste da più di mille anni.
Si chiama battiloro, e chi lo pratica trasforma un lingotto d’oro puro in qualcosa di quasi invisibile: una foglia sottile come un soffio, capace però di cambiare completamente una superficie, una cornice, un mosaico, una cupola.
Ci sono poche cose al mondo che mi affascinano quanto il rapporto tra la materia più preziosa che esista e le mani di un artigiano che la lavorano da secoli con gli stessi strumenti, gli stessi gesti, la stessa pazienza.
La foglia d’oro è una di quelle cose.
Una tradizione millenaria: la foglia d’oro nella storia
Le origini: da Bisanzio all’Oriente
Le prime notizie sulla lavorazione della foglia d’oro risalgono a circa cinquemila anni fa.
Impiegata inizialmente in Cina e in Giappone come materiale ornamentale e simbolico, la tecnica raggiunse il suo apice nell’arte bizantina, dove l’oro rappresentava la luce divina e lo splendore dell’aldilà.
Nei dipinti su tavola di legno di epoca bizantina e rinascimentale, la foglia d’oro era usata per rappresentare aureole, raggi di luce, fondali celesti: tutto ciò che non apparteneva al mondo terreno richiedeva un materiale che andasse oltre il colore.
Era oro, perché l’oro non si ossida, non invecchia, non si offusca.
Come puoi vedere in molti dei capolavori del Barocco veneziano, l’uso dell’oro nell’arte non era mai puramente estetico: era teologico, politico, simbolico.
Venezia e l’oro: la città che brillava
A Venezia la foglia d’oro trovò un terreno straordinariamente fertile.
La Repubblica Serenissima amava ostentare la propria ricchezza, e lo faceva decorando con l’oro legno, marmi, metalli, facciate di palazzi.
Non è un caso che due dei suoi edifici più celebri si chiamino come si chiamano: la Ca’ d’Oro e il Palazzo Ducale, con la sua Scala d’Oro.
Nel Settecento, a Venezia erano più di trecento le botteghe artigiane di battiloro e tiraoro, un’arte importata dalla lontana Bisanzio e poi diffusa nei secoli in tutta Italia e in Europa.
Oggi di quelle trecento botteghe ne è rimasta una sola.
Mario Berta Battiloro: l’ultima bottega d’Europa
La famiglia Berta esercita il mestiere di battiloro dal 1926.
Nel 1969 l’azienda ha fatto una scelta controcorrente: invece di adeguarsi ai macchinari industriali che stavano sostituendo la lavorazione manuale ovunque, ha deciso di continuare a produrre la foglia d’oro a mano, secondo le metodologie del Settecento.
Quella scelta ha reso Mario Berta Battiloro l’unico laboratorio artigianale rimasto in tutta Europa capace di produrre foglia d’oro in questo modo.
La bottega ha sede nell’edificio che un tempo era la casa e la bottega di Tiziano.
Il luogo non potrebbe essere più appropriato per un’arte che ha accompagnato i grandi pittori veneziani per secoli.
Tra i lavori più noti della famiglia Berta ci sono le foglie d’oro utilizzate per le lampade della Basilica di San Marco, per l’angelo del campanile e per la palla d’oro della Punta della Dogana.
Al di fuori di Venezia, la bottega ha lavorato per la corona e la croce della Basilica di Lourdes e per la ridoratura della Madonnina del Duomo di Milano.
Tra i clienti attuali ci sono mosaicisti, vetrai, iconografi, doratori, restauratori, pittori e scultori.
Un artigianato veneziano di eccellenza, come la lavorazione del vetro di Murano o come quella della fornace Orsoni, l’ultima fornace attiva nel centro storico di Venezia.
Le sei fasi della lavorazione artigianale
1 Fusione e pulizia del metallo
Il processo inizia con la fusione dell’oro 24 carati a oltre 1.500°C.
Il calore estremo porta il metallo allo stato liquido ed elimina tutte le impurità presenti.
L’oro fuso viene quindi colato in stampi e lasciato solidificare, assumendo la forma caratteristica del lingotto.
2 Laminatura
Il lingotto viene passato più volte attraverso una laminatrice, che lo assottiglia progressivamente fino a ottenere una striscia sottile e uniforme.
Da questa striscia vengono ricavati dei quadratini, che saranno la base per le fasi successive di battitura.
3 Prima battitura
I quadratini vengono sovrapposti uno sull’altro, separati da pezzetti di carta speciale.
Il pacco viene battuto con un martello pesante in modo uniforme e ripetuto, fino a ottenere le prime foglie semilavorateSe la carta non fosse presente, le foglie si incollerebbero tra loro rendendosi inutilizzabili.
4 Taglio e seconda battitura
Le foglie semilavoratevengono tagliate in quattro pezzi, riposizionate una sopra all’altra e sottoposte a una seconda battitura manuale.
È in questa fase che il maestro battiloro, con la propria esperienza, porta le foglie allo spessore finale desiderato.
A Venezia questa fase è eseguita dal maestro Marino Menegazzo.
5 Taglio finale a opera delle tagliaoro
Dopo la battitura si entra nella fase più delicata dell’intero processo.
Le tagliaoro, figure professionali altamente specializzate, maneggiano le foglie con bastoncini di bamboo e con una precisione straordinaria: anche il più lieve soffio d’aria potrebbe rovinare irrimediabilmente una foglia.
In questa fase si dà alla foglia la forma definitiva e la si dispone nei caratteristici libretti che la proteggono durante il trasporto e l’utilizzo.
6 Il prodotto finito
Il risultato è una foglia d’oro di spessore inferiore a un decimo di micron, praticamente impercettibile al tatto eppure capace di aderire perfettamente a qualsiasi superficie.
La qualità superiore della lavorazione manuale rispetto a quella industriale sta proprio nel minor stress subito dalla materia prima: la battitura progressiva e controllata non altera le proprietà fisiche dell’oro, garantendo una foglia più omogenea e resistente.
La foglia d’oro oggi: dove viene utilizzata
La foglia d’oro non è solo un materiale del passato.
Oggi le sue applicazioni spaziano dall’arte al restauro, dall’architettura all’industria alimentare, fino all’estetica.
Restauro e conservazione di opere d’arte
Il campo di utilizzo più tradizionale è quello del restauro: cornici antiche, dipinti su tavola, icone sacre, altari, soffitti di palazzi storici.
Quando si restaura un’opera che originariamente conteneva oro, la foglia d’oro battuta a mano è spesso l’unica soluzione compatibile con i materiali originali.
Se possiedi oggetti con dorature antiche e vuoi sapere come conservarli al meglio, puoi leggere l’articolo su come prendersi cura delle cornici antiche.
Architettura e decorazione
Cupole, angeli, croci, fregi, facciate di edifici storici: la foglia d’oro è ancora oggi il materiale di riferimento per chi vuole ridare splendore a elementi architettonici dorati.
La longevità dell’oro, che non si ossida e non perde lucentezza nel tempo, lo rende insostituibile per interventi su edifici religiosi e civili di pregio.
Arte contemporanea e oggettistica
Molti artisti contemporanei usano la foglia d’oro nei loro lavori, dai pittori agli scultori, dai mosaicisti ai ceramisti.
L’oro è diventato anche un materiale ricercato nell’artigianato di lusso: oggetti d’arte, gioielli, complementi d’arredo, edizioni speciali di libri.
Settore alimentare ed estetico
L’oro alimentare (E175) è oggi diffuso in pasticceria, mixology e alta cucina, dove viene usato per decorare dolci, cioccolato, cocktail e piatti di pregio.
In campo estetico, la foglia d’oro trova applicazione in trattamenti cosmetici e in prodotti per la cura della pelle, grazie alle sue proprietà antiossidanti e alla sua biocompatibilità.
In questi usi, ovviamente, le tecniche e le composizioni sono specifiche e diverse da quelle dell’oro artistico.
Un’arte che Venezia non ha lasciato morire
Ogni volta che penso alla storia del battiloro veneziano, mi colpisce una cosa.
In un’epoca in cui quasi tutto ciò che può essere industrializzato viene industrializzato, c’è ancora una famiglia a Venezia che sceglie di fare le cose come si facevano nel Settecento, non per nostalgia, ma perché quel modo produce un risultato che le macchine non riescono a replicare.
È la stessa ragione per cui il vetro di Murano fatto a mano continua ad avere un mercato globale, ed è la stessa ragione per cui un mobile antico autentico vale infinitamente di più di una replica prodotta in serie.
La qualità dell’artigianato veneziano non è folklore: è una risposta concreta a un’esigenza reale di bellezza e durata.
E Venezia, ancora oggi, è uno dei pochi posti al mondo dove quella risposta esiste ancora.
Arte e artigianato veneziano nella galleria di Zogia
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