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Cinque persone famose con l’inaspettata passione per la pittura e il disegno

    La storia dell’uomo è costellata di persone famose che hanno lasciato delle impronte importanti del loro passaggio nello scorrere del tempo e che nella vita privata coltivavano o coltivano la passione per la pittura e per il disegno. Per alcune personalità particolarmente creative, vedi cantanti quali Franco Battiato o David Bowie, ci si può aspettare che avessero un estro creativo declinato anche nell’arte grafica. In altri casi, quest’ultima è emersa alla conoscenza dei più come un vero e proprio fulmine a ciel sereno.

    Ecco a voi cinque persone diventate molto famose nello star system o nei libri di storia che coltivavano la passione per pittura e disegno.

    Winston Churchill 

    Grande statista britannico della fine del 1800-1900 in grado di guidare la sua nazione in uno dei momenti più drammatici della storia dipinse per oltre quarant’anni. Pare che fu la cognata Gwendaline che una domenica nella casa di Hoe Farm destinata ai weekend, gli fece provare l’acquerello da cui però non fu appagato soprattutto per la scarsa possibilità della tecnica di essere corretta.

    Decise, quindi, di provare con la pittura ad olio che aveva una resa dei colori più consistente, permetteva di effettuare correzioni più facilmente e, non ultima cosa, permetteva di realizzare trasparenze e conferire luminosità altrimenti impossibili. In questo momento furono fondamentali l’incoraggiamento e gli stimoli della moglie Clementine che lo invitava a coltivare la pittura ad olio, soprattutto per i benefici che portava alla sua psiche che purtroppo spesso scivolava nella depressione.

    Agli incoraggiamenti si affiancarono gli insegnamenti di Sir John Lavery, paesaggista e ritrattista tardo impressionista di origine irlandese da cui Churchill apprese molte regole e nozioni sulla pittura ad olio che poi mise a frutto soprattutto dipingendo en plein air. La passione per la pittura lo prese a tal punto che cominciò a compiere qualsiasi tipo di viaggio assieme al materiale per dipingere. Nella sua vita produsse almeno 500 quadri tra paesaggi, nature morte, ritratti e rappresentazioni di interni.

    Winston Churchill, Hoe Farm, 1915

    Amanda Lear

    Amanda Lear, pseudonimo di Amanda Tapp o Tap, è un’artista poliedrica divenuta famosa soprattutto per essere stata la musa contemporanea di Salvador Dalì. Ciò però non rende merito al suo talento artistico espressivo essendo lei stessa un’appassionata e talentuosa pittrice.

    Non si è fatta alcuna remora nel dichiarare di aver pensato che Dalì fosse «un cretino» nel momento in cui lei gli fece vedere i suoi primi quadri e le rispose «non sono assolutamente male per essere stati fatti da una donna». Appena sfumata la rabbia per il commento sessista, ha però dichiarato che il pittore simbolo del surrealismo era anche il classico macho spagnolo che aveva una visione subalterna della donna motivo per cui «non valeva la pena perdere troppo tempo a discutere».

    Amanda, quindi, non ha mai smesso di portare avanti quella che per lei è una vera e propria terapia: la pittura che le permette di esternare in immagini tutto quello che non riesce a dire ma è nascosto nella sua mente e nella sua anima. Sicuramente il continuo contatto con il surrealismo l’ha condizionata nelle modalità di espressione che però si concretizzano in immagini completamente frutto della sua immaginazione.

    Non ama ritrarre ciò che realmente esiste ma trasporre su tela ciò che vede la sua anima. Quindi il corpus dei suoi quadri vede protagonisti paesaggi frutto della sua immaginazione, fiori e soprattutto nudi maschili spesso ritratti di spalle.

    Amanda Lear, Nudo surrealista, omaggio a Salvador Dalì, 1982

    George W. Bush

    Nel 2009 si venne a concludere il mandato dell’ex Presidente degli Stati Uniti d’America George W. Bush. Durante tutti gli anni trascorsi alla guida degli Stati Uniti, il 43° Presidente statunitense si dedicò alla pittura per hobby, come pratica di rilassamento.

    Il 2009 si rivelò per lui un anno di importante cambiamento perché, da hobby, la pittura è diventata la sua principale attività. L’ex Presidente prima dipingeva per lo più soggetti semplici, quali cani e gatti, ma il periodo passato alla Casa Bianca lo ha portato a sviluppare il suo talento artistico ritraendo i leader mondiali incontrati durante il suo mandato presidenziale.

    Ogni ritratto però è smorzato nei toni dal senso di amicizia che ha portato alla loro scelta nell’attività ritrattistica. Per questo spesso i soggetti rappresentati sono filtrati dagli occhi e dai sentimenti dell’autore. Questo progetto artistico portò nel 2014, all’organizzazione della mostra The Art of Leadership: A President’s Personal Diplomacy, tenutasi nella biblioteca presidenziale di Dallas in Texas.

    Il filo conduttore che tiene uniti i 30 ritratti presentati nella personale sono l’intento di dare una dimensione più intima e personale dell’attività politica. La stima e la riconoscenza invece sono il filo conduttore della serie di ritratti dedicati ai veterani dell’11 settembre 2001 da lui realizzati dopo aver conosciuto i soggetti personalmente ed intitolataPortraits of Courage: A Commander in Chief’s Tribute to America’s Warriors. I 66 ritratti in questione vennero poi raccolti in un libro i cui proventi vennero donati in beneficenza.

    Il lato più affettuoso che caratterizza l’attività pittorica di George W. Bush si ritrova anche nelle tele in cui ritrae i suoi cani, soggetto a lui sempre molto caro.

    George W. Bush, Ritratto di Silvio Berlusconi, inizio 2014
    (AP Photo/Benny Snyder)

    Regina Vittoria

    La Regina Vittoria visse tra il 1819 ed il 1901, segnando la storia della Gran Bretagna al punto di dare ad un’intera epoca il suo nome: l’Epoca Vittoriana, epoca in cui il suo fu uno degli imperi più potenti al mondo, caratterizzato da uno stile di vita molto rigoroso, preciso addirittura puritano. Sebbene fosse un’abile politica, Vittoria che crebbe in maniera piuttosto isolata al Kensington Palace, fu seguita pedissequamente dalla governante e dalla madre che gli impartirono un’educazione trasversale che dallo studio delle lingue arrivava a quello delle arti e della musica.

    La madre stessa le regalò il primo quaderno in cui la giovane Vittoria cominciò a stendere i suoi racconti di vita privata e di viaggio. Alle memorie scritte la futura sovrana accompagnava sempre bozzetti, schizzi, disegni ed acquerelli. Volendo ritrarre nella maniera più fedele possibile ciò che i suoi occhi vedevano, il suo stile era sempre molto fedele alla realtà e ricco di particolari. Questa pratica la accompagnò per tutta la vita al punto di realizzare 141 quaderni che vennero intitolati Queen Victoria’s journals ecustoditi alRoyal Archives.

    Questi quaderni si sono rivelati una testimonianza importante a tutto tondo per restituire le caratteristiche dell’epoca a lei contemporanea. All’età di 18 anni divenne regina e poco dopo sposò il suo adorato Albert col quale condivise la passione per l’arte e mise al mondo 9 figli. I due coniugi erano profondamente innamorati e si donavano spesso e volentieri opere d’arte. Questo portò alla nascita del Victoria and Albert Museum, ancora oggi considerato uno dei musei più importanti al mondo per le arti applicate e non e per il design.

    Regina Vittoria, Ritratto della Principessa Alice, 1845

    Sylvester Stallone

    Divenuto famoso soprattutto per i ruoli interpretati sul grande schermo come simbolo di mascolinità e forza, Sylvester Stallone rivela un’attitudine espressiva ed emotiva molto legata alla pittura, passione che coltiva già dagli anni ’60 quindi ben prima di sfondare nel mondo del cinema.

    Per lui la pittura diventa una forma espressiva liberatoria ed istintiva in cui esternare maggiormente la propria interiorità. Pertanto, i suoi dipinti spesso descrivono stati d’animo. Il suo stile si avvicina molto all’espressionismo astratto e alla pittura figurativa. Nel figurativo prevalgono figure maschili con importanti muscolature.

    Predilige colori primari e dripping. La sua passione per l’arte lo porta ad essere un prolifico pittore che ha realizzato tra le 300 e le 400 opere esposte poi in diverse mostre antologiche, e un appassionato collezionista. La sua collezione privata annovera anche opere di Andy Warhol, Pablo Picasso e Francis Bacon. Un particolare successo riscosse la personale Sylvester Stallone – 75th Birthday Retrospective, organizzata in Germania per i suoi 75 anni, nei locali dell’Osthaus Museum Hagen.

    Sylvester Stallone, Civil Impact, 2020