Iconografo russo
Russia centrale (area di Palech o Mstera), metà del XIX secolo
San Nicola
Tempera all’uovo su tavola, cm. 35×31
L’icona raffigura san Nicola di Myra a mezzo busto, secondo il tipo consolidato del Nikolaj Čudotvorec (“Nicola il Taumaturgo”), il santo più popolare dell’intera devozione ortodossa russa.
Il vescovo è rappresentato in abiti pontificali — felonio rosso cosparso di croci dorate, omoforion verde con croci auree — con la mano destra alzata in gesto benedicente e la sinistra che regge un Vangelo aperto.
Il testo in caratteri slavonici riporta un passo del Vangelo di Giovanni (Gv 8, 12 ss.), leggibile nella consueta versione liturgica.
Agli angoli superiori, entro piccole arcate, compaiono le figure di Cristo benedicente a sinistra e della Madre di Dio a destra: riferimento all’episodio agiografico del Concilio di Nicea (325), in cui la tradizione narra che Nicola ricevette dal cielo il Vangelo e l’omoforion direttamente dalle mani di Cristo e della Vergine, dopo essere stato privato delle insegne episcopali per aver schiaffeggiato l’eretico Ario.
Il fondo oro è interamente inciso a motivi geometrici e floreali — rombi, chevron, rosette — che ricoprono l’intera superficie libera della tavola con tecnica čekan (punzonatura a freddo), caratteristica distintiva della produzione delle botteghe di Palech e Mstera nella seconda metà dell’Ottocento.
Il nimbo è raggiato con finissime linee incise.
La qualità dell’esecuzione, la raffinatezza della punzonatura e la vivacità cromatica degli incarnati — modellati con una certa sensibilità plastica di derivazione accademica — orientano l’attribuzione verso queste due scuole della Russia centrale, tra le più prolifiche e tecnicamente avanzate del XIX secolo.



