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Il falso mito delle Sirene: metà donne e metà peschi

    Le sirene, figura ibrida per metà corpo di donna e corpo di pesce non esistono neanche nelle fonti mitologiche classiche. Nell’immaginario collettivo questa figura ha preso piede già dal Medioevo e anche nei tempi più recenti è una figura mitologica ormai consolidata.

    E. Eriksen, statua bronzea de La Sirenetta, 1913, Copenaghen

    Nel 1837, lo scrittore danese Hans Christian Andersen pubblicò la fiaba La Sirenetta dove la protagonista è sempre una sirena metà donna e metà pesce. Da qui tutto si è materializzato in una scultura bronzea poggiata sugli scogli del porto di Copenaghen diventando uno dei simboli della città. La Disney suggellò il successo di questa fiaba e di questa protagonista nell’omonimo cartone animato del 1989.

    Ariel, La Sirenetta protagonista dell’omonimo cartone animato di Walt Disney

    Ma la figura mitologica delle sirene metà donne e metà pesci non ha alcun fondamento mitologico ma affonda le radici della loro creazione immaginaria in un errore di trascrizione occorso nel Medioevo, tra il VII e l’VIII secolo d.C.

    Molto probabilmente un amanuense, stendendo il Liber Monstrorum, catalogo anglosassone di creature straordinarie, trascrisse in maniera errata il termine latino pennis (penne/ali) epinnis (pinne). L’errore di trascrizione fece comodo alla Chiesa medievale che considerava le sirene un simbolo di peccato e lussuria. Il canto irresistibile che secondo il mito accompagnava queste mezze donne e mezzi pesci voi seduceva gli uomini all’inverosimile. Quindi sostituì loro le ali con una coda di pesce per alludere alla loro natura abissale e demoniaca. Fu così che tale iconografia si consolidò nei bestiari medievali.

    Concerto acquatico (Nettuno colpisce una roccia con il suo tridente trasformandola in un cavallo), miniatura tratta dal Livre des échecs amoureux moralisés, XV sec.

    Per la mitologia greco romana le sirene erano figure ibride femminili in parte donne e in parte uccelli. Secondo il mito, Cerere trasformò le amiche di Persefone in questi esseri per metà umani e per metà uccelli per la rabbia nei loro confronti per non avere saputo difendere la sua adorata figlia dalle sgrinfie di Ade che la rapì per poi farne sua sposa nel regno dei morti. Essendo in grado di volare avrebbero anche potuto perlustrare meglio i territori per poterla ritrovare. Così come il loro canto squillante sarebbe potuto arrivare più facilmente alle orecchie di Persefone durante le ricerche.

    La mitologia classica si rifà maggiormente alla biologia zoologica perché è più coerente ricondurre il canto al cinguettio degli uccelli che al mutismo dei pesci.

    La produzione artistica dell’età classica propone sia in due che in tre dimensioni le sirene per metà donne e per metà uccelli come testimoniano diversi ritrovamenti risalenti all’epoca.

    Stamnos a figure rosse risalente al V sec. a.C. rappresentanti Odisseo e sirene