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Seguso Vetri d’Arte, Lanterna a Goccia – Anni ’40

590,00

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    Seguso Vetri d’Arte

    Lanterna a goccia

    Vetro soffiato color fumè a costolature spiralate, montatura metallica e catena a elementi in vetro, attacco a soffitto in ferro battuto

    h. cm 70 ca. (corpo in vetro con catena), esclusi gli elementi in ferro battuto dell’attacco a soffitto

    Murano, 1940-1950 ca.

    La lanterna presenta un corpo in vetro soffiato di forma ovoidale allungata, con spalla ampia e arrotondata che si restringe progressivamente verso il fondo, risolto a punta e concluso da un piccolo pomello.

    La bocca, leggermente svasata, è raccordata a una montatura metallica munita di tre attacchi a occhiello, dai quali si dipartono altrettante catene composte da elementi ovoidali in vetro soffiato, della medesima lavorazione del corpo, uniti tra loro da anelli in ferro e convergenti in un rosone/disco in vetro fissato a un attacco a soffitto in ferro battuto, sagomato a voluta.

    L’intera superficie, sia del corpo sia degli elementi della catena, è caratterizzata da una costolatura spiralata ottenuta mediante soffiatura entro stampo a coste e successiva torsione a caldo della massa vitrea: la tecnica, di ottima esecuzione, produce un effetto dinamico e luminoso, con la luce che scivola lungo l’andamento elicoidale delle nervature.

    Il colore fumè, bruno-grigio trasparente e ben calibrato nell’intensità, è omogeneo su tutta la superficie.

    Lo stato di conservazione è ottimo: non si rilevano sbeccature, fratture o mancanze, né sulla campana principale né sugli elementi della catena; la doratura/patina degli elementi in ferro appare integra e coerente con l’epoca.

    Storia della manifattura

    Seguso Vetri d’Arte nasce a Murano nel 1933 come Artistica Soffieria e Vetreria Barovier Seguso Ferro, fondata da Antonio Seguso insieme ai figli Archimede ed Ernesto.

    Nel 1934 la direzione artistica viene affidata a Flavio Poli, figura centrale nell’orientare la produzione verso una ricerca sulla materia vitrea di grande rigore plastico.

    Nel 1937, con l’uscita del socio Luigi Ferro, l’azienda assume la denominazione definitiva di Seguso Vetri d’Arte.

    Negli anni Trenta e Quaranta la manifattura sviluppa una produzione di vasi, oggetti d’arredo e apparecchi illuminanti caratterizzati da volumi pieni e da un uso sapiente di spessori, inclusioni e trattamenti superficiali della massa vitrea, in dialogo con il clima di sperimentazione tecnica che investe l’intera isola in quel periodo.

    Nel decennio successivo Poli sviluppa in particolare la tecnica del sommerso, per cui la manifattura diverrà celebre a livello internazionale.

    Seguso Vetri d’Arte partecipa con continuità alle Triennali di Milano del dopoguerra, ottenendo riconoscimenti di rilievo tra cui il Compasso d’Oro nel 1954, e riceve commissioni prestigiose, tra cui candelabri per la Città del Vaticano. L’azienda resta attiva fino al 1973.