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Come si divide un’eredità che include opere d’arte e antiquariato

    Ho visto succedere molte volte.

    Famiglie che si vogliono bene che litigano per anni su un armadio veneziano del Settecento o su un dipinto di cui nessuno conosce l’autore.

    Non perché le persone siano in malafede.

    Ma perché quando non si sa il valore di qualcosa, qualsiasi proposta di divisione sembra un sopruso.

    Chi prende il mobile lo sopravvaluta.

    Chi lo cede pensa di rimetterci.

    Una perizia esperta e imparziale, fatta all’inizio del processo, avrebbe evitato tutto in quasi tutti i casi che ho visto.

    La comunione ereditaria: quando gli eredi diventano comproprietari

    Quando una persona muore, i suoi diritti patrimoniali si trasferiscono agli eredi.

    Se gli eredi sono più di uno, diventano automaticamente comproprietari degli stessi beni: è quello che il codice civile chiama comunione ereditaria.

    Ogni coerede ha il diritto di chiedere la divisione in qualsiasi momento, indipendentemente dalla volontà degli altri.

    Il problema, nei casi che riguardano beni artistici, è quasi sempre lo stesso: nessuno sa quanto valgano davvero.

    Senza un valore certo e condiviso, qualsiasi tentativo di divisione equa rischia di trasformarsi in una negoziazione infinita.

    Un inventario dettagliato e una valutazione professionale sono l’unico modo per mettere tutti davanti agli stessi numeri, e ripartire da lì.

    Le tre modalità di divisione previste dal codice civile

    Il codice civile prevede tre modalità attraverso cui può avvenire la divisione ereditaria.

    In tutti e tre i casi, quando tra i beni ci sono opere d’arte o oggetti di antiquariato, la presenza di un perito esperto cambia l’esito del processo.

    01 Divisione amichevole

    È la soluzione ideale: gli eredi si accordano tra loro, stabiliscono il valore dei beni e concordano la suddivisione senza conflitti.

    Richiede l’intervento di un notaio per rendere l’accordo ufficiale.

    Anche in questo caso, la presenza di un perito esperto è preziosa: garantisce che le stime siano corrette e che nessun coerede si trovi, anche involontariamente, avvantaggiato rispetto agli altri.

    Perché serve il perito anche qui: un accordo basato su stime approssimative o su valutazioni fatte “a occhio” può essere contestato anni dopo, quando qualcuno scopre che quell’oggetto valeva il doppio di quanto detto.

    02 Divisione giudiziale

    Quando gli eredi non riescono a trovare un accordo, la divisione viene affidata al tribunale.

    In questo contesto il giudice nomina un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), un perito con competenze specifiche nel settore di riferimento.

    Il CTU ha il compito di valutare i beni in modo imparziale e presentare una relazione tecnica al tribunale, che costituisce la base su cui viene costruita la decisione del giudice.

    Zogia Arte e Antiquariato è iscritta all’albo dei CTU presso il Tribunale di Venezia e il Tribunale di Treviso, con la possibilità di assumere incarichi anche per quesiti estimativi particolarmente complessi per tipologia e dimensione.

    03 Divisione testamentaria

    Quando il defunto ha lasciato un testamento in cui ha già indicato come distribuire i propri beni, si parla di divisione testamentaria.

    Anche in questo caso, se tra i beni figurano opere d’arte o oggetti di antiquariato, una perizia professionale serve a verificare che i valori indicati siano aggiornati e coerenti con il mercato attuale.

    Un caso frequente: un testamento redatto vent’anni fa indica valori che non corrispondono più al mercato di oggi. Una perizia aggiornata protegge tutti gli eredi da squilibri involontari.

    Perché senza una perizia qualsiasi divisione è costruita sulla sabbia

    Un mobile antico, un dipinto del Settecento, una collezione di argenti: sono oggetti che la maggior parte delle persone non è in grado di valutare autonomamente.

    Il valore dipende da decine di variabili: l’autore, il periodo, lo stato di conservazione, la provenienza, la rarità, la domanda attuale sul mercato.

    Sbagliarsi di poche migliaia di euro su un singolo oggetto può squilibrare l’intera divisione.

    Il perito non decide a chi va cosa: aiuta a costruire una base numerica condivisa su cui tutti possono concordare.

    È una figura terza, senza interessi nella divisione, il cui unico compito è tutelare l’equità del processo.

    In un momento già emotivamente difficile come quello di una successione, questo fa una differenza enorme.

    Per capire in dettaglio come funziona il processo di stima professionale, l’articolo su come funziona la valutazione di un’opera d’arte spiega metodologia, documenti e tempi.

    CTU e CTP: due ruoli diversi, stesso obiettivo

    Nelle divisioni ereditarie che passano per il tribunale, si incontrano due figure professionali distinte.

    Il CTU, Consulente Tecnico d’Ufficio, è nominato direttamente dal giudice ed è il perito ufficiale del processo: la sua relazione tecnica ha peso determinante sulla sentenza.

    Il CTP, Consulente Tecnico di Parte, viene invece incaricato da uno degli eredi per tutelare i propri interessi: analizza la perizia del CTU, verifica la metodologia, segnala eventuali imprecisioni o lacune.

    Zogia Arte e Antiquariato opera in entrambi i ruoli.

    Questo significa poter assumere incarichi sia come perito neutrale del tribunale sia come consulente tecnico a supporto di uno degli eredi, con la competenza necessaria per affrontare anche i casi più complessi per tipologia di beni e dimensione del patrimonio.

    Come si svolge concretamente il lavoro di perizia in una successione

    Il primo passo è sempre l’inventario: un censimento preciso di tutti gli oggetti d’arte e d’antiquariato presenti nell’eredità.

    È in questa fase che emergono spesso le sorprese: un dipinto che sembrava decorativo si rivela un’opera firmata, un mobile che nessuno aveva notato appartiene a un periodo di pregio.

    Senza un inventario dettagliato, operare con equilibrio nelle suddivisioni è semplicemente impossibile.

    Dopo l’inventario viene la stima di ogni singolo oggetto, con la determinazione del valore di mercato attuale.

    La valutazione viene documentata in una perizia scritta che può essere utilizzata sia in sede di accordo amichevole sia come documento ufficiale in caso di procedimento giudiziario.

    Per i casi più complessi, la perizia può essere giurata davanti a un notaio o al tribunale.

    Una volta chiusa la divisione: il passo successivo

    La divisione stabilisce a chi appartiene ogni oggetto.

    Spesso, però, gli eredi decidono di vendere parte o tutti i beni che hanno ricevuto in assegnazione.

    Se sei a questo punto del percorso, la guida su come vendere antiquariato ereditato senza svendere affronta canale per canale il modo migliore per trasformare quegli oggetti in valore reale.

    Hai un’eredità che include opere d’arte o antiquariato?

    Zogia Arte e Antiquariato è iscritta all’albo CTU presso il Tribunale di Venezia e Treviso. Inventario, perizia dei singoli beni e documentazione con valore legale: seguiamo ogni fase con competenza e riservatezza. La prima consulenza è gratuita.

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