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Napoleone Martinuzzi (att.), Vaso Serpente – 1930 ca.

1.500,00

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    Napoleone Martinuzzi (att.)
    (Burano 1892 – Venezia 1977)

    Vaso Serpente

    Cm. 37,5x23x23

    Murano, 1930 ca.

    Imponente vaso a forma di calice troncoconico in vetro pulegoso di colore verde smeraldo intenso, tecnica di cui Napoleone Martinuzzi fu maestro per la manifattura Venini negli anni a cavallo del 1930, che conferisce alla superficie una caratteristica texture granulosa e opaca, simile alla buccia di un agrume, di straordinaria modernità formale.

    Il corpo del vaso è avvolto da due serpenti applicati a caldo, modellati in vetro con ricca avventurina dorata che restituisce un effetto metallico e prezioso.

    I rettili, sinuosi e plasticamente risolti con grande maestria, si avvolgono sul fusto con naturalismo quasi scultoreo — motivo zoomorfo tra i più caratteristici del repertorio martinuzziano, presente in numerosi esemplari conservati in collezioni museali internazionali.

    Ai lati dei serpenti corrono due ulteriore elementi applicati a cordone, che rafforzano la tensione compositiva dell’insieme.

    Napoleone Martinuzzi, scultore e maestro vetraio, diresse la Venini dal 1925 al 1932, imprimendo alla produzione muranese una svolta radicale verso forme massicce, materiali innovativi — il pulegoso, il lattimo — e una plasticità di ascendenza scultore che lo distingue nettamente dai contemporanei.

    I vasi con serpenti costituiscono oggi tra i pezzi più ricercati della sua produzione.

    Nota conservativa:

    Il vaso poggia su una base in metallo dorato cesellato con zampe leonine, di produzione successiva e non pertinente all’opera originale.

    È quasi certo che la base originale fosse in vetro soffiato abbinato — come consuetudine nella produzione Venini/Martinuzzi — e che questa sia stata danneggiata.

    La sostituzione, pur eseguita con un supporto di discreta qualità, depaupera in misura rilevante il valore collezionistico e di mercato dell’opera: un esemplare integro con base originale in vetro raggiungerebbe quotazioni significativamente superiori nelle principali case d’asta internazionali.

    Un vero peccato, considerata la qualità eccezionale del vaso.