Ian McKeever
(Withernsea, Yorkshire, 1946)
Study for Painting
Tecnica mista (gouache, acrilico e matita/carboncino) su carta, cm 66×89
Iscrizione autografa a matita in basso al centro: study for painting – … Ian McKeever
Al retro: due etichette della Galleria d’Arte del Cavallino, Venezia (una con dicitura “opera esposta alla Galleria del Cavallino, Venezia”; l’altra con intestazione della galleria e dati dell’opera)
DESCRIZIONE DELL’OPERA
Il foglio si articola in tre nuclei visivi distinti ma concettualmente integrati, che insieme esplicitano il metodo di lavoro di McKeever nella sua fase iniziale, quella in cui il paesaggio era ancora il referente diretto della ricerca pittorica.
A sinistra della composizione sono incollati — con tecnica collage — due frammenti di carta colorata, probabilmente ritagli di studi precedenti o stampe fotografiche parzialmente dipinte: il superiore mostra un campo cromatico di verdi e bianchi con un cielo azzurro appena accennato, struttura vegetale e orizzontale ben riconoscibile; l’inferiore presenta toni più cupi, terra bruciata e grigio verde, con un fondo paesaggistico di uguale impianto.
Questi inserti materici funzionano come campioni cromatici e formali di riferimento, modelli del pittore a se stesso.
La parte destra e centrale del foglio è occupata da un ampio disegno a matita/carboncino: una veduta di paesaggio aperto — probabilmente campagna inglese o nordeuropea — resa con segni rapidi e pluridirezionali, graffianti, che costruiscono piani sovrapposti di erba, terreno, e una quinta alberata sullo sfondo.
Su questo reticolo grafico si innesta un terzo elemento: un rettangolo dipinto in verde (gouache o acrilico), inclinato e parzialmente accavallato alle linee del disegno, quasi una tela virtuale inserita nel paesaggio, che riprende i toni cromatici dei collage a sinistra.
L’effetto è di un’immagine nell’immagine, o meglio di una “pittura nella pittura”: la superficie dipinta si confronta con il disegno che la circonda, ponendo in tensione il gesto pittorico e il segno grafico, l’astrazione e il riferimento naturale.
L’iscrizione autografa in basso — study for painting — conferma la funzione del foglio come studio preparatorio, esercizio di elaborazione di un’idea compositiva in vista di un’opera più grande.
Il nome Scott bn che precede to Ian McKeever rimanda verosimilmente a un dedicatario o a una provenienza da un nucleo collezionistico privato.
Lo stato di conservazione è nel complesso buono, con l’ingiallimento della carta di base coerente con l’età e le condizioni di un foglio da lavoro.
BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
Ian McKeever nasce nel 1946 a Withernsea, East Riding of Yorkshire. Studia letteratura inglese e inizia a lavorare come artista nel 1968–1969.
Nel 1970 prende il suo primo studio a SPACE, St. Katherine’s Dock, Londra, un’iniziativa di artisti fondata da Bridget Riley e Peter Sedgley.
La sua prima mostra collettiva si tiene a Berlino Ovest nel 1971, e la prima personale londinese all’Institute of Contemporary Arts nel 1973.
Il lavoro dei primi anni cresce da un interesse concettuale per il paesaggio, la pittura e la fotografia, nei quali spesso un elemento fotografico viene giustapposto a un disegno oppure dipinto sopra.
È in questa stagione — tra il 1973 e il 1977 circa — che si colloca il foglio in esame: McKeever esplora il rapporto tra osservazione del paesaggio, gesto grafico e intervento pittorico, costruendo su carta composizioni ibride che sono al tempo stesso strumenti di lavoro e opere autonome.
Nel 1976 tiene una mostra alla Galleria del Cavallino di Venezia (Works 1974–76), in seguito alla quale incontra il gallerista londinese Nigel Greenwood, con cui collaborerà dal 1977 al 1987.
Nel 1980 espone di nuovo al Cavallino, in una personale intitolata Fields, Waterfalls and Birds.
Il legame con Venezia è quindi documentato e inizia proprio negli anni immediatamente successivi alla datazione del presente foglio.
Nel 1989 ottiene la borsa di studio DAAD a Berlino; nel 1990 segue una grande retrospettiva alla Whitechapel Gallery di Londra.
Nel 2003 viene eletto Royal Academician.
Le opere di McKeever sono conservate in importanti istituzioni internazionali tra cui Tate, British Museum, Royal Academy of Arts, Londra; Museum Moderner Kunst di Vienna; Metropolitan Museum of Art e Brooklyn Museum of Art di New York; Boston Museum of Fine Art e Yale Center for British Art.
INQUADRAMENTO STORICO-ARTISTICO E CONFRONTI
Il foglio si inserisce in quella che la critica ha definito la fase “concettuale-paesaggistica” di McKeever, caratterizzata da lavori come Field Series (1978) e Waterfalls (1979), influenzati dagli scritti di Robert Smithson, dei quali il presente Study for Painting del 1975 è un precedente diretto e particolarmente significativo.
L’uso del collage fotografico-pittorico accanto al disegno, la presenza di un rettangolo dipinto flottante nel campo del disegno, e la dichiarata funzione di studio per un dipinto più grande sono tutti elementi che definiscono il metodo creativo di McKeever in questa stagione.
Il catalogo Against Photography: Early Works, 1975–1990, pubblicato in occasione della mostra alla HackelBury Fine Art di Londra nel 2014 con saggio di Mark Prince, è il principale riferimento bibliografico per questa fase della produzione dell’artista, e copre esattamente il periodo del foglio in esame.
La provenienza dalla Galleria del Cavallino di Venezia — galleria di riferimento per la ricerca internazionale più avanzata nel panorama veneziano degli anni Settanta — è documentata dalle due etichette al retro e trova conferma nella biografia espositiva dell’artista, che con il Cavallino tenne una personale nel 1976 e una seconda nel 1980.
Riferimento bibliografico principale:
— Mark Prince, Ian McKeever: Against Photography: Early Works 1975–1990, HackelBury Fine Art, Londra 2014.









