Angelo Landi, Paesaggio Lacustre con Figure – XIX Secolo

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Descrizione

Angelo Landi (1879 – 1944)
Paesaggio lacustre con figure
Olio su tela, cm. 55×100
Nato a Salò, gemello primogenito di Landi Giulia Lucia, viene avviato dal padre agli studi all’Università Cà Foscari di Venezia, ma fugge a Milano per iscriversi all’Accademia di belle arti per diventare infine Accademico di Brera, periodo questo dove esprime il meglio di sé.
Tra i suoi primi ritratti, composti tra la fine del XIX secolo e i primi anni del ‘900, ricordiamo il “ritratto dell’anatomico” (1902-1903), “Il violinista”, “Affanno”, “La giovinetta”.
In particolare “il violinista” andrà ad arricchire il museo d’arte moderna di Madrid.
I suoi ritratti vanno ovunque, da Parigi a Buenos Aires, dal Cairo a Londra, dal Garda a Milano.
Fu anche pittore di guerra (1915-18), di cui dipinse le scene più tremende in una serie ricchissima di olii.
Il Landi nel corso della I Guerra Mondiale fu richiamato col grado di caporale di artiglieria e addetto all’Ufficio Stampa e Propaganda del Comando Supremo.
Di queste opere, che pare avessero raggiunto il numero di 400, ne conosciamo oggi poco più di una trentina fra disegni e olii.
Ricordiamo “Taglio dei reticolati” (1915-1918), “Cavallegere ferito” (1917), “Trincea nelle neve” (1915-1918), “Marcia in montagna” (1915-1918), “Soldato morto”(1915-1918), “Riposo in trincea”(1915-1918) “Soldati”(1915-1918), “Vita in trincea – La caccia ai pidocchi”(1915-1918), “A quota 144.dopo l’azione” (1915-1918), “Notti padovane (1918),”Rovine” (1915-1918), “Battaglia della Sernaglia” (1918), “Accampamento” (1915-1918), “La strada di Pordenone durante la fuga austriaca” (1915-1918), “Il predestinato in una caverna” (1916),”Scena di battaglia con carri e cavalli” (1917), “A Bosco Cappuccio”(1918), “L’isola dei morti – Piave-“, “La vedetta sul Pecinka”, “Mano attaccata ai reticolati” e molti altri.
Fra le sue opere più conosciute è il grande affresco della cupola della Basilica di Pompei, ove l’autore ha dipinto ben 360 figure, su una superficie di 509 m².
L’artista morì il 15 dicembre 1944 nella sua casa del Carmine, lasciando alcuni lavori al Vittoriale e all’hotel Savoy di Gardone Riviera (1925).
All’hotel Golfo (già Villa Bianchi) di Maderno (1943-1944) dipinse “la leggenda di Engadina”; all’hotel Laurin di Salò l'”Allegoria della Riviera”, al Palazzo Comunale di Salo’ (Soffitto dello Scalone) dipinse la “Gloria della Magnifica Patria”, all’hotel Victoria (successivamente Bar del Golfo, ora Bar Serenissima) sempre a Salò dipinse il soffitto della sala terrena con l’allegoria delle bellezze del Garda in forma di giovani donne sedute sulle nuvole, fra fiori e amorini.