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Icona del XVIII secolo – Madre di Dio di Vladimir

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    Iconografo russo del XVIII secolo

    Madre di Dio di Vladimir
    tempera all’uovo su tavola, cm. 43×36
    Russia centrale, XVIII secolo

    In buone condizioni generali, come evidente dalle fotografie allegate.

    La Madre di Dio Eléusa (misericordiosa), detta anche della Tenerezza, è una delle tre tradizionali tipologie di rappresentazione della Vergine nelle icone medievali, insieme alla Madre di Dio Odigítria,  Colei che che indica la via, e alla Madre di Dio Panagìa (tutta Santa), in atteggiamento orante.
    Nella Madre di Dio della Tenerezza è la particolare dolcezza dello sguardo e dell’abbraccio tra la Vergine e il Figlio che culmina nel delicato accostamento delle guance il motivo iconografico distintivo, che simboleggia la profondità dell’amore divino.
    Una delle varianti della Madre di Dio della Tenerezza è l’icona bizantina della Madre di Dio di Vladimir, portata in Russia da Costantinopoli nel 1131, collocata nel 1155 dal principe di Kiev nella cattedrale della Dormizione della città di Vladimir, da cui deriva il nome, e oggi alla Galleria Tret’jakov di Mosca. Ad essa si ispira questa icona, se non nei colori, almeno parzialmente nell’impianto iconografico. Il Bambino si stringe alla Madre accostando con dolcezza il suo volto a quello di lei  e allungando sul suo petto la destra, quasi a volerne abbracciare tutta la figura, immagine dell’abbraccio di Cristo alla sua Chiesa. La Vergine ha l’espressione allo stesso tempo tenera, per l’abbraccio del figlio, e mesta, perchè preavverte la passione connessa alla sua stessa missione redentrice.