Loredano Rosin: genio del vetro di Murano

Loredano Rosin al lavoro
Loredano Rosin al lavoro

Nato a Venezia il 10 gennaio del 1936, Rosin inizia la sua avventura umana e professionale all’interno del mondo del vetro di Murano nel 1948 quando la sua famiglia si trasferisce dal centro storico di Venezia alla vicina isola dove il padre Giovanni, “Nane Naso”, era impiegato in qualità di soffiatore nella lavorazione dei prodotti chimici presso la fornace Franchetti.

Tredicenne, Loredano trova subito impiego nella vetreria Domus, allora specializzata nella realizzazione dei tradizionali lampadari veneziani, alle dipendenze del maestro “Cocui Saor” (al secolo Romano Zanetti), per dedicarsi successivamente alla realizzazione di sculture di pagliacci alle dipendenze di Giovannin Rossetto detto “Bronzo”.

Dopo un lungo tirocinio, grazie al quale Rosin potrà apprendere tecniche e segreti dell’arte vetraria, dal 1961 la sua carriera in fornace ha un repentino avanzamento e proprio in quell’anno inizia a lavorare in qualità di servente presso la vetreria di Luigi Pinzan, specializzata nella creazione di soprammobili in vetro massiccio.

Grazie alla sua innata abilità manuale la sua attività di assistente durerà però solo un anno poiché, in concomitanza con la nascita della vetreria Cimarosti e Pinzan, Loredano viene promosso subito maestro.

In seguito, collabora per un breve periodo anche con la fornace Ikos dei fratelli Costantini prima di aprire, nel 1964, una sua fornace insieme all’amico Giuliano Mantoan e poi, con il fratello Mirco: la ARTVET, con la sua multiforme produzione (vasi, clowns, portacenere, coppe) fondata sulla lavorazione del vetro massiccio; subito dopo l’apertura della nuova vetreria Loredano chiama come suo assistente anche il fratello minore Dino, che da quel momento gli sarà sempre accanto.

Seppur per solo tre settimane, alla metà degli anni Sessanta Rosin affianca il maestro Ermanno Nason, rimanendo colpito dalla sua bravura nella tecnica di lavorazione e modellazione; questa brevissima parentesi accanto a Nason trasforma il suo modo di approcciarsi alla materia, comprendendo come il vetro potesse essere non solo limitato alle produzioni allora maggiormente in voga ma anche la materia ideale per creare delle vere e proprie opere d’arte.

La grande svolta nel suo percorso artistico avviene nel 1965 quando Rosin incontrò Egidio Costantini, che gli chiede di collaborare con la “Fucina degli Angeli” nella realizzazione in vetro delle opere disegnate o ideate dai più grandi artisti, nazionali e internazionali, d’arte contemporanea del momento: da Picasso a Chagall, da Ernst a Arp, da Kokoshka a Cocteau per passare agli italiani Fontana, Licata, Guidi e Guttuso.

Da allora fino al 1974 Loredano, grazie a questa ed altre importanti collaborazioni, diventa uno dei principali esecutori in vetro delle idee di grandi artisti e – contemporaneamente – riesce a maturare una personalissima ed autonoma visione artistica dell’opera finalmente libera dalla tradizione muranese in voga fino ad allora.

Dal 1968 al 1974 è primo maestro alla “Salviati & C.” e collabora con artisti di fama quali Claire Falkenstein, Betha e Teff Sarasin.

Nel 1975, insieme al fratello Dino, inaugura lo studio “Vetreria Artistica Loredano Rosin” nel quale egli è finalmente libero di creare sculture in vetro di grande bellezza, riscoprendo tecniche e tipi di vetro il cui uso era andato perduto nel tempo come, ad esempio, il calcedonio.

Alternato al cristallo, il calcedonio (creato con l’aggiunta di nitrato d’argento nella massa in fase di fusione al fine di creare nel vetro la fluidità delle striature di alcune pietre dure, in particolare l’agata zonata) di Rosin diventa ben presto la base sulla quale modellare a tutto tondo una serie di straordinarie opere caratterizzate da un modellato plastico, morbido e flessuoso, che suscitano da subito l’interesse del pubblico decretando, così, la sua ascesa ai vertici della produzione artistica muranese.

Loredano Rosin al lavoro in fornace
Loredano Rosin al lavoro in fornace

Privilegiando un approccio personale e autonomo alla produzione artistica, dalla cessata esperienza con la “Fucina degli Angeli” rifiuta ogni collaborazione con altri artisti facendo, nel tempo, rare e mirate eccezioni: nel 1983 realizza con Pippo Madé il Presepe incantato, opera prima esposta nella Cattedrale di Monreale a Palermo e, successivamente (1984), nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, mentre alcune opere testimoniano il contributo da lui dato alla creazione di sculture in vetro poi decorate con disegni incisi dal veneziano Vincenzo Eulisse.

Il 1985 è l’anno in cui Loredano Rosin esce dagli ambiti nazionali per iniziare una serie di mostre internazionali di grande successo: dapprima negli Stati Uniti, riscuotendo immediatamente uno straordinario successo a Philadelphia con la prima esposizione personale di opere inedite presso la galleria Dorothy Lerner, cui seguono l’anno successivo un’altra personale presso la Adele Rosen Gallery di Santa Barbara in California e una a Londra presso la Knightsbridge Interiors.

Loredano Rosin al lavoro in fornace

Sull’onda dei consensi ottenuti, nel 1987 porta un’altra serie di sue sculture in Giappone, a Tokyo (Tokyo Mori) mentre l’anno seguente è di nuovo negli Stati Uniti per inaugurare, con il suo insegnamento, il primo corso di scultura in vetro massiccio alla Pilchuck Glass School di Seattle; al termine del corso, sempre a Seattle (Sutton-White Gallery) espone le sue opere realizzate nel corso delle lezioni; nel corso dello stesso anno espone in una sua personale a Toronto, presso la Joseph Carrier Art Gallery.

Il 1989 è l’anno in cui Loredano Rosin viene scelto a rappresentare come conferenziere la produzione artistica muranese all’evento “International Glass” in concomitanza con il 19th Annual Symposium of Glass Art Society a Toronto in Canada, evento che vede anche una sua memorabile dimostrazione dal vivo; nello stesso anno porta le sue opere di scultura in Norvegia, alla mostra “Vetri di Murano: 1400-1989” presso la Kunstindustrimuseet di Oslo.

Purtroppo un tragico incidente in laguna nell’inverno del 1991 ha messo fine alla vita di questo talentuosissimo artista.

Di lui ci rimangono i capolavori della sua produzione, la testimonianza più luminosa di un maestro che aveva saputo far del vetro materiale vivo e plasmabile al servizio della sua creatività e genialità.

Siamo quindi lieti di poter proporre questo splendido busto in vetro massiccio raffigurante un busto di donna di 31 cm di altezza.

Loredano Rosin, Busto di donna
Loredano Rosin, Busto di donna

A questo link il video di presentazione su YouTube.

Per informazioni: info@zogia.it