Gli Okimono Giapponesi: cosa sono

La parola giapponese “okimono” deriva dai termini oku 置 “mettere, posizionare” e mono 物 che sta a significare “cosa, oggetto”.

La traduzione che più gli si addice è quindi “oggetto da posare”.

Il dizionario inglese di Oxford definisce la parola importata “okimono” come una figura o un ornamento in posizione eretta, in particolare uno messo in una stanza degli ospiti di una casa e il suo primo utilizzo venne registrato nel 1886 da William Anderson.

L’okimono è quindi a tutti gli effetti un soprammobile realizzato in varie dimensioni e materiali come legno, bronzo, ceramica, porcellana, metallo, avorio e avorio marino.

Gli Okimono Giapponesi: cosa sono
Okimono Giapponese raffigurante Immortale

Normalmente non era più grande di qualche centimetro ed era simile, ma più grande, dei netsuke ( 根付 ), delle sculture in miniatura inventate nel Giappone del 17 ° secolo.

A differenza dei netsuke, che avevano uno scopo ben specifico, gli okimono erano oggetti puramente decorativi e venivano abitualmente collocati sugli scaffali in modo sfalsato o sul mobiletto che si trovava a fianco della nicchia detta “tokonoma”.

Se questi erano particolarmente preziosi, venivano posti direttamente all’interno della nicchia che serviva come luogo di rappresentanza ed usata anche per la cerimonia del the.

Il tokonoma veniva allestito nell’ambiente più importante della casa ed era costituito da una struttura lignea rialzata da terra dove solitamente venivano posti anche piante e una pergamena giapponese

Tutto ciò che può essere scolpito o trasformato in un piccolo oggetto può essere raffigurato in un okimono.

Essi infatti rappresentavano ogni sorta di bestiame, animali mitologici, umani, divinità, frutta e verdura che a volte venivano combinati tra loro e mostrati come un insieme.

A volte poteva essere rappresentata anche una scena quotidiana o una storia.

Statuetta Okimono in avorio di venditore ambulante con maschere, vasi e altri piccoli oggetti. Inciso e colorato.
Statuetta Okimono in avorio di venditore ambulante con maschere, vasi e altri piccoli oggetti. Inciso e colorato.

Una sottocategoria di Okimono è il Jizai Okimono, una figura articolata spesso in bronzo o ferro.

Verso la fine del periodo Edo ( 1603-1868 ) la creazione di piccoli oggetti realizzati a mano come netsuke e okimono subì un notevole incremento.

Spesso erano molto piccoli e si distinguevano dai netsuke soltanto per l’assenza dei fori obliqui che servivano per inserire il cordoncino di seta da sospendere alla cintura.

Durante il periodo Meiji (un momento storico del Giappone che comprende i 44 anni di regno dell’Imperatore Mutsuhito che va dal 23 ottobre 1868 al 30 luglio 1912) molti okimono furono fabbricati per l’esportazione verso occidente.

Il collezionismo di okimono e netsuke era molto comune tra i viaggiatori occidentali che visitavano il Giappone durante il periodo Meji.

Uno degli artisti più famosi nell’area della lavorazione dei metalli fu Yamada Sōbi (1871-1916), che realizzò pezzi partendo da un’unica lamiera di metallo.

In Giappone l’okimono non veniva esposto solo per la sua bellezza intrinseca, ma per il suo significato simbolico ed era spesso mostrato in occasione di eventi o ricorrenze particolari.

Molto spesso si trattava di oggetti da regalo dal significato benaugurale o di veri e propri souvenir.