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La vendemmia: quanta storia, quanta festa e quanta gioia!!

    La vendemmia è uno degli appuntamenti più attesi della fine dell’estate.

    È il culmine del processo di produzione vitivinicolo e l’atto della raccolta dei grappoli d’uva rappresenta un momento di grande condivisione, festa e passione che vanno a braccetto con le tradizioni e le culture dei popoli.

    Da sempre, più che semplice raccolta dell’uva, è la celebrazione dei frutti della terra e del lavoro dell’uomo ad essi connesso.

    Vendemmia deriva dal latino Vindemia ossia Raccolta dell’uva ma le sue origini risalgono a tempi ancora più lontani di quelli dell’epoca greco-romana.

    Inevitabilmente connessa alla coltura della vite, si trovano tracce di vino fermentato e vendemmia già nel 6000 a.C. in Georgia, nel Caucaso.

    Bassorilievi e testi cuneiformi testimoniano come anche in Mesopotamia, già nel 3000 a.C., il vino e l’attività vitivinicola erano molto importanti nei riti religiosi e nelle attività di vita quotidiana.

    Bassorilievo cuneiforme, Mesopotamia, 3000 a.C.;


    Spostandoci in Egitto si trovano pitture tombali che mostrano scene di raccolte di uva, pigiatura e fermentazione risalenti all’Antico Regno (2686-2181 a.C.).

    Il vino era considerato un elemento divino associato al dio Osiride.

    Scena di vendemmia, Tomba di Nakht, XVIII dinastia (1539-1292 a.C.), Tebe (oggi Luxor), Egitto

    La vera e propria elevazione della viticoltura e della produzione del vino si verifica nell’antica Grecia quando la vendemmia venne associata al culto di Dioniso, dio del vino e dell’estasi.

    Si cominciò a dare alla raccolta di uva e al vino un valore culturale e spirituale al punto di indire le dionisie, festività religiose che intercorrevano durante il periodo della raccolta dell’uva per la produzione di vino.

    Fu in Grecia che si cominciarono a sperimentare nuovi metodi di coltura che prevedevano anche potatura e allevamento su sostegni.

    La grande innovazione dei popoli greci fu però quella di classificare l’origine e le zone di coltura delle uve preludendo il contemporaneo concetto di denominazione d’origine. Il vino poi veniva custodito in anfore di terracotta.

    Vendemmia di Sileni e Menadi, coppa in terracotta a figure nere, Pittore di Chiusi, VI sec. a.C., Musée des monnaies, médailles et antiques, Parigi

    Grazie all’espansione dell’Impero Romano, la viticoltura uscì dal mondo ellenico per diffondersi in tutta Europa.

    Posero le basi per la nascita delle grandi regioni vinicole moderne europee esportando la coltivazione della vite nei territori dell’odierna Francia, Spagna e Germania.

    I romani perfezionarono ulteriormente viticoltura e vinificazione, sviluppando sistemi innovativi di coltura della vite che permettevano una miglior esposizione al sole e un sistema di raccolta più semplice.

    Sostituirono le anfore di terracotta con botti in legno per l’invecchiamento, pratica che andò a rivoluzionare la produzione del vino.

    Inoltre, inventarono uno strumento meccanico che portò alla creazione del torchio a vite che permetteva una maggiore pressione delle uve, aumentando resa e qualità del mosto.

    Scena di vendemmia, mosaico, Mausoleo di S. Costanza, IV secolo, Roma

    Anche nell’antica Roma il periodo della vendemmia veniva celebrato con la festa dei Vinalia, di cui troviamo dettagliate descrizioni su pratiche di vendemmia e vinificazione dell’epoca nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.

    Durante l’epoca medievale, furono i monaci, in particolare benedettini e cistercensi, a custodire il sapere di coltivazione dell’uva e vinificazione, portando anche ulteriori perfezionamenti delle tecniche adoperate fino al declino dell’Impero Romano.

    Theatrum Sanitatis – Vendemmia in Italia, Ububehasym Baldach o Ibn Butlan, manoscritto XIV-XV sec.,
    Österreichische Nationalbibliothek, Vienna

    La Chiesa cattolica, inoltre, diede al vino una connotazione di sacralità facendolo diventare un elemento fondamentale per la celebrazione dell’Eucaristia.

    Nei feudi medievali, la vendemmia divenne un periodo cruciale dell’anno agricolo essendo un vero e proprio momento di definizione dei rapporti sociali ed economici poiché i contadini dovevano pagare al signore parte del raccolto come tributo.

    Ciò portò anche alla creazione di grandi tenute vinicole, molte delle quali ancora oggi esistenti.

    Scena di vendemmia, trattato Sphaerae coelestis et planetarum descriptio, presumibilmente Cristoforo de Predis, Biblioteca Estense, Modena

    Anche in epoca rinascimentale e durante l’Età moderna il vino, la viticoltura e l’enologia erano al centro di un grande interesse al punto che vennero introdotti nel Nuovo Mondo, in Sudafrica, in Australia e Nuova Zelanda, accompagnati da costanti innovazioni nei processi di vendemmia e vinificazione, portando ad ulteriore meccanizzazione di alcune sue fasi.

    La seconda metà del XIX secolo fu un momento di cruciale importanza nella storia della viticoltura per l’epidemia di fillossera che devastò gran parte dei vigneti europei.

    La tradizione vinicola rischiò di essere completamente cancellata e solo l’introduzione di portinnesti americani resistenti alla fillossera evitò la devastazione.

    Questo terribile periodo portò ad una vera e propria riorganizzazione dei vigneti, pratiche di coltivazioni e alla nascita di vere e proprie istituzioni e leggi che regolamentassero la produzione vinicola, anticipando i moderni sistemi di denominazione e controllo di qualità.

    Illustrazione di giornale rappresentante gli studi per estirpare la filossera
    che stava devastando i vigneti europei, 1878

    Il XX secolo, soprattutto a partire dagli anni ’60, è quello che ha assistito alla più rapida evoluzione meccanica delle vendemmiatrici per cui in molti territori l’uva viene raccolta ad una velocità mai vista prima portando anche ad importanti cambiamenti nelle pratiche di mercato che si sono rese sempre più competitive.

    Il processo è sempre in evoluzione culminando nel XXI secolo che si rivela un continuo raggiungere un equilibrio tra tradizione ed innovazione che deve adattarsi alle sfide nel cambiamento climatico e alle richieste di un mercato globale in continua mutazione.

    La festa della vendemmia, Raffaello Sorbi, 1893, collezione privata

    Leggendo questa breve panoramica su viticoltura e vendemmia si evince quanto l’uva, le feste connesse alla sua raccolta e il consumo di vino, siano sempre stati accanto all’uomo, alla sua storia ed alla sua evoluzione.

    Un fil rouge che collega l’antichità con il presente, le tradizioni passate con quelle contemporanee.

    Ma rimane un punto fermo il significato che viene dato al frutto e alla sua raccolta cioè quello di simboleggiare il ciclo della natura che si rinnova, del lavoro che trasforma un frutto in una bevanda, diventando inevitabilmente anche quello dell’abbondanza e della festa.

    L’arte che da sempre testimonia la vita e le tradizioni degli uomini è ricca di opere con protagonista l’uva, il vino, la vendemmia, le divinità e gli aspetti spirituali ad essi connessi.

    La vendemmia, in particolare, nell’arte simboleggia l’abbondanza, la fertilità, il ciclo della vita che si rinnova e diventa parte integrante di rappresentazioni legate a culti e alle tradizioni religiosi e non con il senso di aggregazione e comunità che ne derivano.

    La vigna rossa, Vincent van Gogh, 1888, Museo Statale di Arti Figurative A. S. Pushkin, Mosca