Molti di noi sono venuti a conoscenza del talento creativo di Tim Burton attraverso la sua esperienza cinematografica.
Chi non ha visto il film Edward mani di forbice o lo stop motion The nightmare before Christmas?

Nonostante l’indiscusso successo nella settima arte, Tim Burton, nato in California il 25 agosto 1958, muove i primi passi nel campo artistico dell’illustrazione, paradossalmente nell’ambito rassicurante ed edulcoratodi Walt Disney, dopo aver frequentato il California Institute of the Arts (CalArts) dove studiò animazione dei personaggi.
Ma l’estetica macabra dell’Espressionismo tedesco e la visione di film horror influenzarono molto il suo estro creativo, che sì addiceva sempre meno al contesto disneyano dove lavorava come animatore e concept artist, da cui presto si allontanò.
Il suo genio creativo ed il suo talento però non passarono inosservati ad Hollywood che aveva apprezzato, in particolare, i cortometraggi Vincent del 1982, Frankenweenie del 1984, il suo primo lungometraggio Pee-wee’s Big Adventure del 1985, consacrandolo definitivamente “Maestro del dark fantasy”, nel 1990, con l’uscita del già citato Edward mani di forbice che suggellò una folgorante carriera cinematografica spesso basata su un sodalizio con l’attore Johnny Depp ed il compositore Danny Elfman.


Come già accennato, Tim Burton nasce nell’ambito delle arti visive producendo numerosi disegni, dipinti e sculture che spesso sono anche studi preparatori per suoi film ed animazioni.
La sua cifra stilistica è decisamente imperniata su temi oscuri realizzati con un’estetica stravagante.
Atmosfere macabre la fanno da padrone connotate sempre da un tocco di bizzarria che spesso diventa ironica.

Protagonisti delle sue illustrazioni, così come dei suoi schizzi, sono spesso personaggi stravaganti, rappresentati con atmosfere gotiche in mondi fantasiosi che spesso ritroviamo anche nei suoi film.
L’umorismo nero dei suoi disegni ed il senso di disagio giocoso denotano temi di isolamento macabro ed elementi fantastici.
Lo stile di Burton è immediatamente riconoscibile dalla bizzarria dei suoi personaggi rappresentati con particolari esagerati quali occhi enormi o arti particolarmente lunghi.
I suoi soggetti si delineano con linee audaci, colori minimi ed una natura espressiva e spesso inquietante.

Le opere di Tim Burton sono state esposte in molte occasioni ma nel 2009 si è tenuta la retrospettiva forse più esaustiva e di successo al MoMA di New York dove vennero esposte più di 700 opere d’arte dell’artista.

La mostra si componeva di disegni, dipinti, storyboard, cortometraggi e pupazzi che sono riusciti a dare una visione piuttosto esaustiva del suo percorso e del suo genio creativo.
Per questo la mostra ha fatto poi tappa nelle principali città del mondo, tra cui Melbourne, Toronto, Los Angeles, Parigi e Tokyo.
