David Bowie ci ha lasciati il 10 gennaio del 2016, anno nefasto per tantissimi big della musica internazionale.
Fu un artista poliedrico protagonista non solo dello star system musicale dagli anni ’70 in poi ma anche della settima arte in pellicole di grande successo che lo portarono a collaborare con registi del calibro di Martin Scorsese, David Lynch e Christopher Nolan.
Che fosse una stella della musica e del cinema probabilmente tutti lo sanno ma forse a molti non è nota la sua maestria anche nel campo della pittura, dove si dimostrò un artista prolifico e talentuoso nonché un grande collezionista.
La pittura e la collezione d’arte: il lato nascosto di Bowie
Nel 2016, la sua collezione venne messa all’asta da Sotheby’s per un valore pari a circa 24 milioni di sterline, comprendendo opere di Jean Michel Basquiat, Damien Hirst, Tintoretto e Marcel Duchamp.
Tornando alla sua attività pittorica, si può affermare con certezza che il suo stile era fortemente espressionista, influenzato dai suoi mondi interiori che amava restituire con colori accesi, segni decisi, atmosfere poco vicine al realismo. Realizzò molti autoritratti e paesaggi.
Un artista che lo influenzò molto fu Jean Michel Basquiat. Rese onore alla figura di questo grande artista recitando in una pellicola a lui dedicata, dove interpretò il ruolo di Andy Warhol.
Nella sua collezione privata si trova anche Air Power di Basquiat, del 1995.
La spin painting con Damien Hirst e le composizioni astratte
La sua attività artistica pittorica vide una collaborazione molto intensa e particolare con Damien Hirst con cui diede vita alla spin painting, pittura centrifuga, cosa che rivelava un suo attaccamento a tecniche artistiche moderne che rispecchiavano il suo genio creativo.
Consisteva nella creazione di effetti tramite la rotazione tramite un tornio del supporto di tela o cartoncino mentre si versava il colore.
Realizzò anche diverse composizioni astratte che andavano riflettendo i suoi stati d’animo nonché il raccoglimento e la conseguente alienazione che lo prendevano durante periodi di intensa attività creativa come quella che caratterizzò gli anni in cui risiedette a Berlino.
Sul finire della vita David Bowie si cimentò anche nel teatro scrivendo e realizzando testi e musiche del musical Lazarus che venne portato in scena per la prima volta a New York nel 2015. In Italia vide come protagonista del suddetto musical un’altra stella della musica italiana, Manuel Agnelli.
Quello di Bowie era un mondo articolato dove diverse forme di espressione artistica la facevano da padrone in linea con la sua sensibilità artistica foriera di sperimentazioni e capolavori.





